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Liburni
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I mwbaLiburni furono un antico popolo marittimo, di ceppo mwbqindoeuropeo, che nel mwbgI millennio a.C. abitava le coste settentrionali dell'mwbwAdriatico.

Contents

Storia
Lingua
Note

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Etnonimo

I Liburni abitavano, oltre alla mwcwDalmazia settentrionale, diverse colonie costiere fra le attuali Marche pesaresi e l'Abruzzo. Ancora in epoca storica si sapeva della loro colonia di mwdaTruentum (presso la foce del fiume Tronto sulla riva destra, in corrispondenza dell'attuale abitato di Martinsicuro in provincia di Teramo). Dell'etnonimo si può dire solo che ha un suffisso presente in Italia nei più antichi esempi di onomastica, toponomastica e nomenclature varie (es. Livorno da pers. etrusco, Velturno-Bz, dal retico non i.e., lat. laburnum, ecc.).

Storia

I Liburni erano organizzati in una dodecapoliacite-ref-1[1] e praticavano un'intensa attività di pirateria, con le caratteristiche navi liburniche, sfruttando al meglio le caratteristiche del loro territorio. Le peculiarità dei Liburni rispetto ai vicini Illiri erano già note allo storiografo greco Pseudo Scilace.

I Liburni furono assoggettati a mwgqRoma alla metà del mwggII secolo a.C. e il mwgwloro territorio, identificato dai romani con la regione costiera a nordest dell'Adriatico tra il fiume mwhaArsa (in mwhqcroato oggi mwhgRaša) in mwhwIstria e il fiume mwiamwiqTitius (oggi mwigCherca o mwiwKrka in croato) in Dalmazia,cite-ref-2[2] fu annesso alla provincia dell'mwkaIllirico. Nell'inverno del mwkq51/mwkg50 a.C., mwkwGaio Giulio Cesare si trovava in mwlaGallia cisalpinacite-ref-3[3] e mwmqAppiano di Alessandria racconta che, quando il proconsole delle Gallie e dellmwmg'mwmwIllyricum seppe che i mwnamwnqDelmatae avevano occupato la città di mwngPromona dei Liburni, alleati dei Romani, Cesare inviò degli ambasciatori affinché la città fosse restituita ai Liburni. Ottenendone un netto rifiuto, inviò contro di loro un forte distaccamento del suo esercito, che purtroppo venne totalmente distrutto dagli Illiri. Cesare non fu, però, in grado di intervenire nuovamente, poiché non poteva permettersi di intraprendere una nuova guerra, visto che le sue più grandi preoccupazioni erano rivolte a Roma, contro la fazione ostile degli mwnwoptimates capeggiati da mwoaCatone e mwoqPompeo. Una nuova mwogguerra civile era ormai alle porte.cite-ref-appianoillirica12-4-0[4] Due anni più tardi, nel mwpw48 a.C., sempre Cesare inviò contro di loro, due legioni sotto il comando di un certo Q. Cornifico come mwqamwqqquestor pro praetore.cite-ref-5[5] Quest'ultimo riuscì a battere i Liburni della zona di mwrgIader in uno scontro navale.cite-ref-wilkes41-6-0[6]

I Liburni sono, quindi, menzionati da Appiano di Alessandria nel corso delle mwtacampagne militari di Ottaviano in Illirico (35-33 a.C.). Durante questa guerra, Ottaviano pretese la consegna di tutte le navi, in modo da evitare che per il futuro potessero praticare ancora la pirateria.cite-ref-7[7]

Società

Sembra che, assieme a mwuwIstri e mwvaIapodi, i Liburni si sostituirono alla precedente cultura dei castellieri, che caratterizzò l'area geografica dell'Adriatico nordorientale durante l'età del bronzo. È noto che le donne liburniche godessero di una libertà superiore rispetto a quelle dei popoli limitrofi.

Dal punto di vista della tradizione mwwasepolcrale, i Liburni conservavano ancora l'antica inumazione in posizione fetale, caratteristica comune ai Dalmati, ma che li distanziava dalle pratiche funerarie degli Istri e dei Veneti. Alla fine del mwwqI millennio a.C. erano dediti alla pirateria e ai commerci marittimi che dall'mwwgAdriatico (nella zona di mwwwmwxaIader) si spingevano fino al mwxqTirreno.cite-ref-vegezioiv33-4-8-0[8] Fondarono anche alcune colonie in Italia, come mwygmwywTruentum alla foce del mwzaTronto, ed ebbero anche uno scalo a mwzqCuma.

Insegnarono ai mwzwRomani l'arte della navigazione, e da loro deriva il nome della nave veloce mwaamwaqliburna.cite-ref-vegezioiv33-4-8-1[8] Utilizzata per la prima volta durante la mwbgbattaglia di Azio,cite-ref-9[9] fu adottata da Augusto come modello per le sue flotte, risultando la migliore tra le navi a disposizione.cite-ref-10[10] Secondo quanto ci racconta Vegezio, le navi liburniche erano normalmente costruite in legno di mwdwcipresso, mweapino domestico o mweqsilvestre, mweglarice e mwewabete. Le travi erano fissate con mwfachiodi di mwfqbronzo, preferito al mwfgferro che si mwfwarrugginisce per l'acqua.cite-ref-11[11]

«Sebbene i costi appaiano maggiori, in realtà, poiché il bronzo ha più lunga durata, si ha al contrario un guadagno. Infatti i chiodi di ferro sono rapidamente consumati dalla ruggine con il trascorrere del tempo e a causa dell'umidità, invece quelli di bronzo si conservano bene anche tra le onde del mare.»

(Vegezio, IV, 34.3.)

Lingua

La teoria più accreditata vede identificato la mwiglingua liburnica come mwiwlingua indoeuropea; tuttavia, la presenza al suo interno di elementi mwjapre-indoeuropei caratteristici del mwjqMediterraneo antico rende difficile una chiara classificazione all'interno della famiglia linguistica indoeuropea. Non sono sopravvissuti documenti scritti in lingua liburnica e le uniche testimonianze linguistiche disponibili sono i mwjgtoponimi, mwjwantroponimi e nomi gentilizi della mwkaLiburnia, conservatisi nella forma latinizzata del mwkqI secolo. Studiando l'mwkgonomastica della mwkwprovincia romana della Dalmazia, mwlaGéza Alföldy concluse che i Liburni e gli mwlqIstri appartenevano alla zona di influenza mwlgvenetica.cite-ref-12[12]cite-ref-13[13] mwnwJürgen Untermann, invece, collegò solo i liburni della costa istriana orientale e del mwoaQuarnaro ai Veneti. Untermann classificò i nomi liburnici in tre gruppi: uno nella Liburnia settentrionale strutturalmente simile a quello degli Istri e dei Veneti; un altro legato ai mwoqDalmati, agli mwogIapodi e agli altri mwowIlliri della terraferma a sud del territorio dei liburni; e un terzo gruppo di nomi comune in tutto il territorio liburnico, senza alcuna relazione con i popoli circostanti.cite-ref-14[14]cite-ref-15[15]

Note

cite-note-11. mwsgmwswAleksandar Stipčević, mwtaGli Illiri, Milano, Il Saggiatore, 1966, pp.mwtq 28, 188-89, mwtgSBNmwtw mwuaRAV0132142.
cite-note-22. mwvqmwvgPlinio il Vecchio,mwvw III, 25.139.
cite-note-33. mwwwmwxaCesare, De bello gallico,mwxg VIII, 50 passò l'inverno del 51/50 a.C. nella Gallia cisalpina.
cite-note-appianoillirica12-44. mwygmwywAppiano,mwza mwzqGuerra illirica, 12.
cite-note-55. citerefre(mw0qmw0gDE) Friedrich Münzer, mw1amw1qCornificius, in mw1gmw1wPaulys Realencyclopädie der Classischen Altertumswissenschaft, vol. IV, Stoccarda, 1893 segg., col.mw2a 1624mw2q (n.8).
cite-note-wilkes41-66. mw3qmw3gWilkes 1969,mw3w p. 41.
cite-note-77. mw4wmw5aAppiano,mw5q mw5gGuerre illiriche, X, 16.
cite-note-vegezioiv33-4-88. mw7amw7qVegezio,mw7g IV, 33.4.
cite-note-99. mw8gmw8wAulo Gellio,mw9a XVII 3; mw9qmw9gPlinio il Vecchio,mw9w IX, 5.13; mw-amw-qAppiano,mw-g IX mw-wDe rebus Illyricis, 3; mw-amw-qGiovenale,mw-g III, 240.
cite-note-1010. mwaqimwaqmVegezio,mwaqq IV, 33.2-3.
cite-note-1111. mwaqgmwaqkVegezio,mwaqo IV, 34.2.
cite-note-1212. mwaq4mwaq8G. Alföldy 1964.
cite-note-1313. mwarmmwarqG. Alföldy 1969.
cite-note-1414. mwargmwarkJ. Untermann 1961.
cite-note-1515. mwar0mwar4J. Untermann 1970.

Bibliografia

Fonti antiche

• citerefappiano(GRC) Appiano di Alessandria, Historia Romana (Ῥωμαϊκά), Le guerre illiriche. (mwasqtraduzione inglese mwasuArchiviato il 20 novembre 2015 in Internet Archive.).
• citerefaulo-gellio(LA) Aulo Gellio, Noctes Atticae. (mwasgtesto latino e mwasotraduzione inglese).
• citerefplinio-il-vecchio(LA) Plinio il Vecchio, Naturalis historia. (mwaswtesto latino e mwas4versione inglese).
• citerefvegezio(LA) Vegezio, Epitoma rei militaris. (mwatatesto latino e mwatitraduzione francese ).

Fonti storiografiche moderne

• citerefei-liburniAlberto Gitti, Liburni, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934. URL consultato il 26 luglio 2015.
• citerefwilkes-1969(EN) J. J. Wilkes, Dalmatia, in History of the provinces of the Roman Empire, Londra, Routledge & Kegan Paul, 1969, ISBN 978-0-7100-6285-7.

Voci correlate

• mwatwLiburnia

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